Aug
05
2009

google labstra tutti i servizi che Google ci ha regalato in questi anni, sicuramente gmail e gmaps sono quelli che utilizzo di più.

ora probabilmente utilizzerò sempre più spesso il nuovo mashup di servizi di casa Google: City Tours

cos’è Google City Tours? è, in perfetto stile grande G, un’idea semplice e geniale per avere informazioni utilissime sulle città che vogliamo visitare a portata di pochi click! Basta andare sul sito del servizio, ancora all’interno dei Labs come da tradizione, e inserire la città che vogliamo visitare.

Il motore di ricerca ci suggerirà in pochissimi secondi un itinerario da seguire (diviso in 3 giorni) per visitare al meglio la nostra destinazione, fornendoci non solo distanze ed indicazioni stradali, ma anche orari di apertura dei musei, feste locali, concerti nel periodo e la possibilità di impostare i tempi di visita per ogni punto di interesse visualizzato.

Ma non è solo questo: Google City Tours ci lascia la possibilità di aggiungere a nostro piacimento elementi al percorso prestabilito e, una volta tornati a casa, di votare i luoghi che abbiamo visitato, rendendo così sempre migliore il servizio.

Uniche note negative, a mio avviso, la mancanza di un’integrazione con Google Transit per suggerire al turista web 2.0 anche che mezzi prendere per raggiungere punti di interesse magari non troppo vicini al centro o al proprio albergo e la mancanza per l’utente di impostare il punto di partenza del proprio tour.

Spero che questo servizio si sviluppi rapidamente. E’ un’ottima idea e fa risparmiare un sacco di tempo!

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Aug
03
2009

CRISTO COMPAGNONEMa dio, su internet, esiste? me lo sono sempre chiesto! andando su Google non ho trovato risposta, ho provato anche Bing e Yahoo (presto una società unica) e persino su Ask, ma niente! nessun motore di ricerca ha voluto illuminarmi in merito.

Facendo un po’ di ricerche ho tratto conclusioni molto, come dire, strane e variegate.
Ad esempio, ho trovato:

  1. un tizio che si domanda se della bibbia esiste una versione porno
  2. che della bibbia esiste una versione fatta interamente con i lego
  3. svariati blog più o meno blasfemi, tra i quali vale la pena citare mannaggia a cristo
  4. ho scoperto che si parla più di aborto che di dio in rete
  5. ho scoperto che si parla nettamente più di porno che di dio in rete
  6. ho scoperto che ultimamente, si parlana persino più di Berluconi che di dio in rete
  7. ho scoperto che il viagra cala (ma vince ancora) rispetto a dio, ma che lo squirting invece si rizza di più!

resta comunque il fatto che in rete, in generale, di dio e delle sue molteplici chiese, si parla molto e c’è molto materiale.

Un piccolo aneddoto:

circa 20 giorni fa un amico su facebook ha linkato un articolo di un blog in cui cattolici estremisti si lamentavano furiosamente (cercando appigli legali per far vietare facebook in italia, ndr) per i commenti, gli status e i gruppi assolutamente osceni che spuntavano come funghi in reazione alla notizia che il loro capo tribù si era rotto non so che parte della mano. vi evito il mio commento al riguardo…non era delicatissimo.

comunque, passa qualche giorno e voglio ri-linkare quella discussione per portarla a conoscenza di altri amici, così da avere qualcosa in più di cui discutere ma, sorpresa sopresa, il sito…non c’è più! L’intero sito!! ok, potrebbe essere una cosa normale, i siti vanno e vengono ma di solito non fanno un redirect alla maggiore testata giornalistica quando chiudono! eh già… provate ad andare su www.cattolicionline.it

siamo in italia, è vero. vicino alla nostra capitale c’è un piccolo, insignificante staterello, il vaticano. capirete bene che uno stato il cui nome finisce per ano non può fare altro che spargere merda sul cesso di paese più vicino, in particolare dove siedono i potenti, Roma per l’appunto!

quindi mi sono abituato alle incursioni politiche dei rappresentanti del clero vaticano nella vita degli italiani, per carità, finchè gli permettiamo di costruire sedi del loro partito in ogni paesello della nostra nazione non mi aspetto altro. però…però…stiamo passando davvero il segno!

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Aug
02
2009

to geek or not to geek

Posted by: gsavastano in Categories: Riflessioni, [senza meta].
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geek-tattooleggo su un giornale locale che i giovani della mia città vengono classificati continuamente, dai loro coetanei come dai genitori. leggo sullo stesso quotidiano che l’opinionista X di sto cazzo si sbalordisce di tale comportamento e dei commenti che corredano l’articolo.

penso a quando avevo 15 anni e tutto quello che volevo fare era spaccare il mondo. penso anche che pochi dei miei interessi sono rimasti intatti da allora.

il computer, il mondo dell’informatica, la programmazione, la tecnologia… forse sono le uniche costanti che ho ancora.

qualcuno potrebbe pensare che sia una cosa triste, qualcun altro potrebbe esaltarsi. io francamente me ne infischio.

essere appassionati non ha mai portato a niente di male, al limite è l’esasperazione e la maniacalità che spesso deragliano in comportamenti pericolosi o “malati”.

sono geek, senza dubbio. ho il desiderio di comprare ogni innovazione appena esce sul mercato, non importa a quale prezzo. passo le notti a studiare libri tecnici invece che dormire. non sono un malato di lavoro, sono innamorato della mia professione, non della mia azienda. è differente, molto differente.

ho appena trascorso un intero weekend davanti ad un monitor ed una tastiera, giorno e notte. le quantità di caffè e nicotina nel mio sangue probabilmente sono da considerearsi pericolose, per me e per gli altri! non è la prima volta che mi accade, di andare “in catalessi da codice”.

eppure, nonostante il mio fisico si stia sempre più velocemente autodistruggendo per sfuggire alla mia mente, posso ancora affermare di avere un raro privilegio: faccio quello che mi piace, quando mi piace, dove mi piace. E non sarà certo un consiglio altrui o qualche analisi sballata a fermarmi.

quindi fanculo!

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Jul
27
2009

fingerprint-1 domani (28 luglio) sarà il 151esimo anniversario del primo riconoscimento ufficiale delle impronte digitali come mezzo di identificazione.

infatti, il 28 luglio 1858 un magistrato di una colonia inglese in India iniziò ad utilizzare le impronte digitali come metodo per catalogare e identificare univocamente le persone.

pochi sanno però che le impronte digitali venivano usate già molto tempo prima, fin dal 900 a.C., come “firma” per molti documenti di compravendita o per autenticare missive tra potenti. Succedeva in Cina, in Giappone e in Europa (sopratutto in Italia…)

perchè questo mio interesse per le impronte digitali?

semplice: se penso alle impronte digitali DOVREI pensare alla biometria, alla sicurezza, alla garanzia del riconoscimento. Invece, purtroppo, penso sempre più spesso alla schedatura della massa, al controllo inconsapevole, al mezzo per ricattare.

Il governo italiano, tramite uno dei dicasteri più importanti, ha proposto la SCHEDATURA delle persone di etnia non italiota tramite la registrazione in appositi registri delle, per l’appunto, impronte digitali. E’ una notizia vecchia, lo so. E’ che questo “anniversario” di domani me la fa tornare in mente.

Come un fedele devoto a Dio ha fiducia nella religione e sa che sono gli uomini a sbagliare in suo nome (io sono ateo, quindi non pensate male!) allo stesso modo io credo nella legge e nella Giustizia, è chi la amministra e dovrebbe averne cura a fallire!

Se certi politici (non farò nomi, perchè su internet scrivere il nome di una persona significa aumentarne la visibilità, nel bene e nel male) non capiscono l’importanza dell’integrazione tra popoli, non capiscono che la loro “razza” è vecchia e sopratutto non capiscono che più contrastano il progresso più il progresso contrasterà loro in un prossimo futuro, dovrebbero…DOVREBBERO… capire e rispettare la Legge che li ha eletti, il cui principi fondamentali si basano su ugualianza, rispetto reciproco, liberà d’espressione, di pensiero e religione e fiducia.

Vivo in un paese triste dove sondaggi su sondaggi affermano e negano le stesse cose, dove partiti di ogni schieramento si scannano tra loro, dove manca un leader carismatico ma concreto e dove troppe poche persone detengono troppo potere.

Sono realista, non credo in un cambiamento radicale e veloce. Spero solo che la Legge, per quanto contorta e a volte oscura, continui a dare pari diritti e doveri a tutti, nessuno escluso.

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Jul
21
2009

twittertwitter si sta decisamente affermando come il fenomeno del momento. La sua popolarità oltre oceano sta aumentando esponenzialmente tanto che molti lo considerano l’unico servizio online in grado di competere con Facebook.

Uso twitter dal 22 marzo del 2007 (per controllare da quanto siete iscritti, andate qui: http://twitter.com/users/show/gsavastano.xml e sostituite gsavastano con il vostro nome utente e leggete la riga “created_at”) e non sono mai stato tanto attivo, ad oggi conto poco più di 500 tweet, eppure il microblogging mi affascina da sempre. Solo ultimamente, sicuramente grazie al risalto mediatico della questione iraniana+twitter, ho iniziato a utilizzarlo come si deve.

Eppure rimangono ancora molti i lati oscuri sulla verà utilità di questo strumento.

con un caro amico, anch’esso su twitter, abbiamo discusso a lungo su come e perchè le persone dovrebbero utilizzare twitter. in effetti non esiste alcuna ragione pratica, a meno che non ci si trovi in zona di guerra e la censura abbia filtrato tutto tranne questo strumento. eppure oltre 9 milioni di persone usano twitter (di cui oltre 500 mila solo in italia) più o meno regolarmente (pochi in realtà lo usano quotidianamente, intorno al milione e mezzo).

allora perchè il fenomeno monta e la curva di crescita è in costante aumento? perchè i media di tutto il mondo nei mesi passati hanno dato più spazio al fenomeno twitter che a quello facebook + google messi insieme?

perchè è gratis, perchè è cool e perchè è davvero accessibile.

i casi d’uso di twitter sono molteplici, ma uno su tutti fa davvero la differenza: la velocità.

se vivessimo tutti in una camerata, la mattina sarebbe normale alzarci e salutarci tra noi. sarebbe normale chiederci l’un l’altro come abbiamo dormito e cosa abbiamo fatto la sera prima. molte persone trovano ugualmente ovvio e naturale farlo via twitter! perchè no? facebook ha un’interfaccia lenta e aggiornare continuamente lo status viene considerato “invadente”, si rischia di finire nascosti dai wall dei vari amici, invalidando di fatto il concetto di status pubblico.

è la percezione dello strumento, non la sostanza, che è diversa.

su facebook raccontare i fatti propri, così platealmente, è considerato stupido, nonostante gli stumenti di protezione della privacy siano centinaia di volte migliori di quelli di twitter. forse, e dico forse, quando twitter raggiungerà il centinaio di milioni di utenti allora le persone controlleranno maggiormente la loro esposizione alla rete ma credo che rimarrà sempre la voglia di dire al mondo: “sono al lago con caio, tizio e sempronio. che bella giornata”

vale la pena farci un giro? sì. senza dubbio. non sostituisce per ora alcuno strumento voi utilizziate attualmente. non è una chat, non è fatto per condividere album. è pura informazione. quello che volete sapere, c’è. immediatamente.

in italia, patria degli sms compulsivi, questo servizio potrebbe davvero fare la differenza e definire un nuovo standard di comunicazione.

mi trovate su twitter come gsavastano. i miei update sono di ogni tipo, dalle lamentele, agli update durante il lavoro, agli stati d’animo dopo aver letto un articolo sul giornale.

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