tra tutti i servizi che Google ci ha regalato in questi anni, sicuramente gmail e gmaps sono quelli che utilizzo di più.
ora probabilmente utilizzerò sempre più spesso il nuovo mashup di servizi di casa Google: City Tours
cos’è Google City Tours? è, in perfetto stile grande G, un’idea semplice e geniale per avere informazioni utilissime sulle città che vogliamo visitare a portata di pochi click! Basta andare sul sito del servizio, ancora all’interno dei Labs come da tradizione, e inserire la città che vogliamo visitare.
Il motore di ricerca ci suggerirà in pochissimi secondi un itinerario da seguire (diviso in 3 giorni) per visitare al meglio la nostra destinazione, fornendoci non solo distanze ed indicazioni stradali, ma anche orari di apertura dei musei, feste locali, concerti nel periodo e la possibilità di impostare i tempi di visita per ogni punto di interesse visualizzato.
Ma non è solo questo: Google City Tours ci lascia la possibilità di aggiungere a nostro piacimento elementi al percorso prestabilito e, una volta tornati a casa, di votare i luoghi che abbiamo visitato, rendendo così sempre migliore il servizio.
Uniche note negative, a mio avviso, la mancanza di un’integrazione con Google Transit per suggerire al turista web 2.0 anche che mezzi prendere per raggiungere punti di interesse magari non troppo vicini al centro o al proprio albergo e la mancanza per l’utente di impostare il punto di partenza del proprio tour.
Spero che questo servizio si sviluppi rapidamente. E’ un’ottima idea e fa risparmiare un sacco di tempo!
Ma dio, su internet, esiste? me lo sono sempre chiesto! andando su Google non ho trovato risposta, ho provato anche Bing e Yahoo (presto una società unica) e persino su Ask, ma niente! nessun motore di ricerca ha voluto illuminarmi in merito.
Facendo un po’ di ricerche ho tratto conclusioni molto, come dire, strane e variegate.
Ad esempio, ho trovato:
resta comunque il fatto che in rete, in generale, di dio e delle sue molteplici chiese, si parla molto e c’è molto materiale.
Un piccolo aneddoto:
circa 20 giorni fa un amico su facebook ha linkato un articolo di un blog in cui cattolici estremisti si lamentavano furiosamente (cercando appigli legali per far vietare facebook in italia, ndr) per i commenti, gli status e i gruppi assolutamente osceni che spuntavano come funghi in reazione alla notizia che il loro capo tribù si era rotto non so che parte della mano. vi evito il mio commento al riguardo…non era delicatissimo.
comunque, passa qualche giorno e voglio ri-linkare quella discussione per portarla a conoscenza di altri amici, così da avere qualcosa in più di cui discutere ma, sorpresa sopresa, il sito…non c’è più! L’intero sito!! ok, potrebbe essere una cosa normale, i siti vanno e vengono ma di solito non fanno un redirect alla maggiore testata giornalistica quando chiudono! eh già… provate ad andare su www.cattolicionline.it
siamo in italia, è vero. vicino alla nostra capitale c’è un piccolo, insignificante staterello, il vaticano. capirete bene che uno stato il cui nome finisce per ano non può fare altro che spargere merda sul cesso di paese più vicino, in particolare dove siedono i potenti, Roma per l’appunto!
quindi mi sono abituato alle incursioni politiche dei rappresentanti del clero vaticano nella vita degli italiani, per carità, finchè gli permettiamo di costruire sedi del loro partito in ogni paesello della nostra nazione non mi aspetto altro. però…però…stiamo passando davvero il segno!
domani (28 luglio) sarà il 151esimo anniversario del primo riconoscimento ufficiale delle impronte digitali come mezzo di identificazione.
infatti, il 28 luglio 1858 un magistrato di una colonia inglese in India iniziò ad utilizzare le impronte digitali come metodo per catalogare e identificare univocamente le persone.
pochi sanno però che le impronte digitali venivano usate già molto tempo prima, fin dal 900 a.C., come “firma” per molti documenti di compravendita o per autenticare missive tra potenti. Succedeva in Cina, in Giappone e in Europa (sopratutto in Italia…)
perchè questo mio interesse per le impronte digitali?
semplice: se penso alle impronte digitali DOVREI pensare alla biometria, alla sicurezza, alla garanzia del riconoscimento. Invece, purtroppo, penso sempre più spesso alla schedatura della massa, al controllo inconsapevole, al mezzo per ricattare.
Il governo italiano, tramite uno dei dicasteri più importanti, ha proposto la SCHEDATURA delle persone di etnia non italiota tramite la registrazione in appositi registri delle, per l’appunto, impronte digitali. E’ una notizia vecchia, lo so. E’ che questo “anniversario” di domani me la fa tornare in mente.
Come un fedele devoto a Dio ha fiducia nella religione e sa che sono gli uomini a sbagliare in suo nome (io sono ateo, quindi non pensate male!) allo stesso modo io credo nella legge e nella Giustizia, è chi la amministra e dovrebbe averne cura a fallire!
Se certi politici (non farò nomi, perchè su internet scrivere il nome di una persona significa aumentarne la visibilità, nel bene e nel male) non capiscono l’importanza dell’integrazione tra popoli, non capiscono che la loro “razza” è vecchia e sopratutto non capiscono che più contrastano il progresso più il progresso contrasterà loro in un prossimo futuro, dovrebbero…DOVREBBERO… capire e rispettare la Legge che li ha eletti, il cui principi fondamentali si basano su ugualianza, rispetto reciproco, liberà d’espressione, di pensiero e religione e fiducia.
Vivo in un paese triste dove sondaggi su sondaggi affermano e negano le stesse cose, dove partiti di ogni schieramento si scannano tra loro, dove manca un leader carismatico ma concreto e dove troppe poche persone detengono troppo potere.
Sono realista, non credo in un cambiamento radicale e veloce. Spero solo che la Legge, per quanto contorta e a volte oscura, continui a dare pari diritti e doveri a tutti, nessuno escluso.