Aug
05
2009

google labstra tutti i servizi che Google ci ha regalato in questi anni, sicuramente gmail e gmaps sono quelli che utilizzo di più.

ora probabilmente utilizzerò sempre più spesso il nuovo mashup di servizi di casa Google: City Tours

cos’è Google City Tours? è, in perfetto stile grande G, un’idea semplice e geniale per avere informazioni utilissime sulle città che vogliamo visitare a portata di pochi click! Basta andare sul sito del servizio, ancora all’interno dei Labs come da tradizione, e inserire la città che vogliamo visitare.

Il motore di ricerca ci suggerirà in pochissimi secondi un itinerario da seguire (diviso in 3 giorni) per visitare al meglio la nostra destinazione, fornendoci non solo distanze ed indicazioni stradali, ma anche orari di apertura dei musei, feste locali, concerti nel periodo e la possibilità di impostare i tempi di visita per ogni punto di interesse visualizzato.

Ma non è solo questo: Google City Tours ci lascia la possibilità di aggiungere a nostro piacimento elementi al percorso prestabilito e, una volta tornati a casa, di votare i luoghi che abbiamo visitato, rendendo così sempre migliore il servizio.

Uniche note negative, a mio avviso, la mancanza di un’integrazione con Google Transit per suggerire al turista web 2.0 anche che mezzi prendere per raggiungere punti di interesse magari non troppo vicini al centro o al proprio albergo e la mancanza per l’utente di impostare il punto di partenza del proprio tour.

Spero che questo servizio si sviluppi rapidamente. E’ un’ottima idea e fa risparmiare un sacco di tempo!

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Jul
28
2009

flashnon c’è giorno che passa che non legga qualche recensione, articolo, opinione sull’ormai (almeno per me) inutile Adobe Flash®

esistono centiania di motivi per eliminare Flash dalla faccia del Web così come ne esistono altrettanti per continuare ad utilizzarlo.

per me, per quelli che fanno il mio lavoro, per le web agency e per gli adetti ai lavori queste motivazioni, di entrambi gli schieramenti, sono chiare, documentate e fruibili da tempo. molto tempo.

ma cosa cambia per l’utente finale la presenza (o la scomparsa) di Flash?
esistono tecnologie in grado di emulare e superare le attuali funzionalità di Flash, quindi perchè non adottarle fin da subito?

Dato che sono per la fazione degli “uccidi uccidi!! flash a morte, subito!” elencherò prima i benefici che tutti trarremmo se tale infame tencologia si estinguesse subito, senza lasciare alcuna traccia di sè e dei danni che ci ha provocato:

  1. i nostri computer/mac sarebbero più veloci poichè non avremmo più bisogno di appositi plugin/programmi per elaborare le animazioni flash presenti sui siti web
  2. gli stessi siti web sarebbero più veloci poichè costruiti con tecnologie più leggere, più facili da gestire per i browser e meno esose in termini di risorse hardware
  3. le animazioni sarebbero parte integrante dei siti che navighiamo abitualmente, non delle paccottaglie infilate alla meglio all’interno delle pagine
  4. non dovremmo più preoccuparci di aggiornare i suddetti plugin ogni volta che gli stessi sono esposti a sempre più pericolose vulnerabilità in grado di provocare seri danni ai computer e ai dati degli utenti
  5. non vedremmo più comparire i messaggi d’errore dei siti che ci informano che la versione di Flash che stiamo usando è troppo vecchia, troppo nuova, troppo stupida, troppo incasinata, troppo presente, troppo assente, troppo attiva, ecc.ecc.
  6. avremmo un web unico, uniforme, omogeneo. potremmo visitare lo stesso sito da qualunque dispositivo senza preoccuparci di alcun pezzo mancante o non compatibile

Ora…sono in seria difficoltà perchè non riesco, davvero, a stilare un elenco dei punti a favore di flash. ne ho presente alcuni ma sono…stupidi. Comunque, per par condicio, eccoli:

  1. tutti dovremmo aggiornare i nostri browser all’ultimissima versione per supportare pienamente le nuove tecnologie a rimpiazzo di Flash, come ad es. HTML5 o le nuove versioni di Javascript
  2. gli utenti che usano Internet Explorer, anche se hanno aggiornato alla versione 8 (cosa che spero fortemente), dovranno aspettare che mamma Microzzoz si decida a fare un salto di qualità nel rispetto degli standard internazionali e produca la versione 9 del suo browser
  3. dovremmo fare a meno per un po’ di tempo (ma non troppo) di tutti quei giochini in flash che sono tanto diffusi nelle pause caffè degli uffici di tutto il mondo

Quindi solo 3 miseri punti a favore del mantenimento (ripeto: sono stupidate! tutti dovremmo SEMPRE aggiornare i nostri browser all’ultima versione) contro i primi 6 che mi sono venuti in mente a favore della distruzione.

Il mio consiglio? Installatevi Mozilla Firefox 3.5 o Google Chrome o, se proprio proprio volete, Microsoft Internet Explorer 8. Quando avrete aggiornato il vostro browser, fatevi un giro qui (con Firefox o Chrome): http://www.mozbox.org/jdll/video.xhtml

Quello è il futuro, almeno quello più prossimo, del web: audio, video e animazioni intregrati direttamente nelle pagine, senza alcun bisogno di programmi esterni!

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Jul
21
2009

twittertwitter si sta decisamente affermando come il fenomeno del momento. La sua popolarità oltre oceano sta aumentando esponenzialmente tanto che molti lo considerano l’unico servizio online in grado di competere con Facebook.

Uso twitter dal 22 marzo del 2007 (per controllare da quanto siete iscritti, andate qui: http://twitter.com/users/show/gsavastano.xml e sostituite gsavastano con il vostro nome utente e leggete la riga “created_at”) e non sono mai stato tanto attivo, ad oggi conto poco più di 500 tweet, eppure il microblogging mi affascina da sempre. Solo ultimamente, sicuramente grazie al risalto mediatico della questione iraniana+twitter, ho iniziato a utilizzarlo come si deve.

Eppure rimangono ancora molti i lati oscuri sulla verà utilità di questo strumento.

con un caro amico, anch’esso su twitter, abbiamo discusso a lungo su come e perchè le persone dovrebbero utilizzare twitter. in effetti non esiste alcuna ragione pratica, a meno che non ci si trovi in zona di guerra e la censura abbia filtrato tutto tranne questo strumento. eppure oltre 9 milioni di persone usano twitter (di cui oltre 500 mila solo in italia) più o meno regolarmente (pochi in realtà lo usano quotidianamente, intorno al milione e mezzo).

allora perchè il fenomeno monta e la curva di crescita è in costante aumento? perchè i media di tutto il mondo nei mesi passati hanno dato più spazio al fenomeno twitter che a quello facebook + google messi insieme?

perchè è gratis, perchè è cool e perchè è davvero accessibile.

i casi d’uso di twitter sono molteplici, ma uno su tutti fa davvero la differenza: la velocità.

se vivessimo tutti in una camerata, la mattina sarebbe normale alzarci e salutarci tra noi. sarebbe normale chiederci l’un l’altro come abbiamo dormito e cosa abbiamo fatto la sera prima. molte persone trovano ugualmente ovvio e naturale farlo via twitter! perchè no? facebook ha un’interfaccia lenta e aggiornare continuamente lo status viene considerato “invadente”, si rischia di finire nascosti dai wall dei vari amici, invalidando di fatto il concetto di status pubblico.

è la percezione dello strumento, non la sostanza, che è diversa.

su facebook raccontare i fatti propri, così platealmente, è considerato stupido, nonostante gli stumenti di protezione della privacy siano centinaia di volte migliori di quelli di twitter. forse, e dico forse, quando twitter raggiungerà il centinaio di milioni di utenti allora le persone controlleranno maggiormente la loro esposizione alla rete ma credo che rimarrà sempre la voglia di dire al mondo: “sono al lago con caio, tizio e sempronio. che bella giornata”

vale la pena farci un giro? sì. senza dubbio. non sostituisce per ora alcuno strumento voi utilizziate attualmente. non è una chat, non è fatto per condividere album. è pura informazione. quello che volete sapere, c’è. immediatamente.

in italia, patria degli sms compulsivi, questo servizio potrebbe davvero fare la differenza e definire un nuovo standard di comunicazione.

mi trovate su twitter come gsavastano. i miei update sono di ogni tipo, dalle lamentele, agli update durante il lavoro, agli stati d’animo dopo aver letto un articolo sul giornale.

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Jul
06
2009

invaso dai feed, dai tweet e dai poke

Posted by: gsavastano in Categories: Riflessioni.
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finalmente ho un’altra ora per lavorare, mi dico. finalmente ho un’altra ora per fare quello che mi piace.
finalmente…posso non informarmi.

e invece no! puntuali, precisi e inarrestabili eccoli che arrivano! sono i miliardi di bit di informazioni, più o meno inutili, che si scagliano contro il mio bellissimo mac. non posso resistere, inutile ogni tentativo di ignorarli. sono già sul mio hard disk, stanno già facendo impazzire Growl.

quindi, sconfitto, apro il feed reader (NetNewsWire), apro il client di twitter (Tweetie) , apro Skype e, immancabilmente, apro posta e Firefox puntandolo verso Facebook.

ed eccoli, come una cascata, arrivano! migliaia di feed, centianaia di tweet, qualche chat, decine e decine di mail e una quindicina di poke, eventi ed inviti a gruppi o fan page. considerando che avevo chiuso tutto al massimo 20 minuti prima (ovvero mentre mi spostavo dall’ufficio a casa o viceversa…) direi che la cosa è preoccupante. Ma non basta! durante il tragitto sono stato immune? ma va la! grazie ai vari iPhone, Blackberry e Palm Pre ho avuto il piacere di sentire Bing, Trin, Cin e Squic mentre viaggiavo a ricordarmi che, al mio arrivo, avrei trovato tante cose lì ad aspettarmi. A volte faccio l’errore di leggere le mail quando sono fermo al semaforo, o di sincronizzare i feed mentre in pizzeria aspetto che arrivino le patatine. A volte mi è capitato di loggarmi a twitter mentre fumavo una sigaretta aspettando che un cliente arrivasse all’appuntamento. Il risultato di queste operazioni, il più delle volte, è una profonda tristezza che mi pervade, riga dopo riga dell’ennesimo poke.

Quando ho iniziato a conoscere internet c’era poco niente che potesse, realmente, interessarmi. Sì ok, c’era qualche sito con gif animate improponibili che attirava la mia attenzione, ma niente di più. ma era Internet, sti cazzi!

Poi, pian piano, le informazioni importanti giunsero, o almeno mi resi conto che c’erano, o forse cambiarono i miei interessi, bhè insomma, sta di fatto che iniziai ad esser vittima di quello che chiamo “fame di update”. é una malattia molto grave, non scherzateci.
da quel momento niente è stato più come prima!

la fame di update si manifesta in vari modi ma segue sempre lo stesso percorso. a seconda della vostra età e dalla vostra esperienza con internet, potete contrarla in diversi stadi della sua evoluzione. più siete giovani, più avete possibilità di contrarla, ma più siete navigati peggiore potrebbe essere il vostro stato di salute.

STADIO 0: LE MAILING LIST (spam escluso)
Bello questo sito che produce musica, bello anche questo che fa software gratuito. bello qui, bello lì, ti ritrovi a dare la tua mail a centinaia di siti web giusto per sapere quando uscirà il nuovo cd, la nuova release, il nuovo pelo sul braccio del tuo cantante preferito, il nuovo incredibile e mirabolante lavoro dell’agenzia di pubblicità di Calcutta, l’ennesima barzelletta del giorno. Finchè la tua inbox inizia a soffocare e il tuo client di posta ti dice “wè pirla! c’era una mail di lavoro tra le 72 mailing list che hai appena cancellato. e..sì, ti confermo che hai appena svuotato il cestino. adesso che fai? dai..leggiti la vignetta del giorno di Bastardidentro.it che ti passa. il cliente ti vuole bene” e tu sei lì che sbatti la testa contro il monitor (ma intanto ti guardi la vignetta…)

STADIO 1: I FAVORITES (o preferiti)
All’inizio si naviga a vista, si trovano le fonti di aggiornamento più gradite e si iniziano a visitare più o meno di frequente ma comunque con una certa regolarità. Il navigatore medio, dopo un periodo che va dai 2 secondi a 10 anni, si accorge che digitare continuamente nella barra degli url l’indirizzo del sito (o peggio, digitare su google il nome del sito e poi cliccarci sopra) è una perdita di tempo, quindi salva il link all’interno dei Favorites del proprio browser.
Questa piccola ed insignificante azione, che sembra non avere alcuna conseguenza, è l’inizio della fine. Dai favorites non si scappa più, perchè il solo fatto di averli, ci porta ad usarli. Della serie “oggi vado su Repubblica.it, però… ho lì anche il Gazzettino dello Struzzo, che faccio? non lo apro?!?! noo! serebbe triste, diamogli un’occhiata, tanto E’ SOLO UN CLICK e via il problema”.

STADIO 2: I FEED (rss,atom,ecc.ecc)
Sei arrivato ad avere 1568 favorites (numero attuale di miei favorites) e ti rendi conto che usi più spesso il motore di ricerca del tuo gestore dei favorites di quanto usi google? Passi 3 minuti a cercare di raggiungere con il mouse il favorite dentro la cartella di 42° livello e puntalmente al 41° il mouse esce dal menu e devi ricominciare dall’inizio? Ecco… forse è meglio se passi ai feed. Un modo più comodo di leggere le notizie, che ti fa risparmiare un sacco di tempo e che ti permette di accedere ad una marea di informazioni inutili che non avresti mai immaginato. Ti installi un bel feed reader, o ne usi uno online, e inizi a navigare il web. Appena trovi un sito con una frase che ti interessa, anche se la stessa è contornata da una marea di stronzate, cerchi come un disperato la magica iconcina arancione che indichi la possibilità dell’autore di inviarti ogni suo pensiero alle 4 del mattino, magari solo per farti sapere che la frase che ti piaceva in realtà l’ha copiata dal feed di un altro. Dato che i feed però sono solo titoli ed estratti degli articoli di un sito, puoi scorrerli velocemente senza dover aspettare che si carichi la grafica del sito, ecc.ecc. e in questo modo puoi saltare subito il contenuto che non ti interessa ed andare a quello che vuoi con UN SOLO CLICK. Peccato che se arrivi a 786 feed (numero attuale dei miei siti monitorati con una media di 20 feed ognuno al giorno…) ben presto ti accorgi che le notizie che ti interessano sono talmente mischiate alle stronzate che le salti mentre schiacci il fatidico tasto “Mark all as read”

STADIO 3: I SOCIAL NETWORK (facebook su tutti)
Se qualcuno ti dice che i social network essenzialmente servono per farsi i fatti altrui, stringigli la mano ed offrigli una birra, ha colto il segno. Peccato che intanto lui abbia 234023894029834029384 amici dai quali riceve ogni giorno 45242 inviti per “guerra di bande” e 56342 inviti a “diventa fan di mio zio asdrubale”. Apri facebook, magari per vedere le foto della festa di ieri sera o per cambiare il tuo status, e ti ritrovi con un’iconcina in basso a destra che, rossa come il fuoco, ti dice “hey! tu! sì tu! ci sono 23059283425890314351345134 cose che DEVI sapere! perchè altri 232349857234 personaggi come te hanno scritto cacca pipì sui loro wall! non vorrai mica perderteli vero?”. E…ti prego…dimmi che hai disattivato tutte le notifiche via mail degli update, altrimenti i 7gb di spazio di gmail non ti bastano nemmeno per una settimana di ferie.

ULTIMO STADIO: TWITTER
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e così via, finchè non arrivi a 140 caratteri. però intanto il tuo client lampeggia e ti segnala che altri 500 tuoi following hanno scritto cosa stanno facendo, dal mangiare la pizza ad aver visto un soldato iraniano che sparava ad una ragazza indifesa. e in mezzo a tutto quel flusso di informazioni, perdi il contatto con la realtà e, se sei fortunato, la prossima volta che mangerai la pizza penserai alla tragedia iraniana ma se sei sfortunato… ti dimentecherai di entrambi appiattendo così le due cose e portandole allo stesso livello di importanza.

Ecco.. una volta esisteva un deterrente a questa situazione. I browser (che per chi non lo sapesse NON sono Google, MSN o Yahoo ma SONO Firefox, Internet Explorer, Chrome, Opera, ecc.ecc) erano tutti mono-tab (mono scheda) e quindi obbligavano l’utente a scegliere se abbandonare il contenuto che stavano visualizzando per passare oltre, resistere alla tentazione o aprire un’altra finestra del browser (alcuni lo fanno ancora…) in modo tale da rallentare i loro pc a ‘mo di Ferrari con al gancio un carico di 7 tonnellate di mozzarella di bufala.

In più le connessioni erano LEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEENTE e di certo non potevi avere 62 client aperti e comunicare a 100 siti diversi in contemporanea la tua posizione in tempo reale come se poi, esclusi i tuoi creditori, importasse a qualcuno.

Intanto le giornate sono sempre più all’insegna del sapere che succede, senza capire cosa succede. perchè tanto, l’importante, è fare un reply, un poke, uno share, un embed, un like.

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Jul
03
2009

innanzitutto diciamocelo: è fastidioso a prescindere sentire qualcuno al tavolo di fianco che dice di fare il nostro lavoro (in maniera troppo generica) e che inizia a sparare a raffica una serie di stronzate. la cosa ancora più fastidiosa poi è che non possiamo intervenire nelle conversazioni altrui per consigliare libri e siti da consultare prima di tornare sull’argomento.

detto questo voglio provare a fare una piccolo riepilogo delle dinamiche che incorrono durante una discussione che tratti argomenti informatici e sul perchè, appunto, non si deve mai, e intendo MAI, dire: “io sono del settore informatico, ora ti spiego come stanno le cose”

Concetti di base:

  1. l’informatica è lo studio dei fondamenti teorici dell’informazione e della computazione e delle tecniche pratiche per la loro implementazione e applicazione nei sistemi informatici (fonte wikipedia)
  2. l’informatica non è un settore del quale si può fare parte (fonte me stesso)
  3. l’informatica è un modo eccezionale per sfuggire dalla propria pace interiore: si studia, si applica, si bestemmia, si torna a studiare, si ri-applica, si ri-bestemmia e così via finchè non riesce a fare andare quel cazz… di programma che non vuole compilarsi, ecc.ecc.

L’informatico e l’approccio al non informatico

un informatico guarda il mondo in maniera diversa, ammettiamolo. tutto è regolato da una sequenza di informazioni, siano esse visibili o meno, che le persone assorbono e rielaborano consciamente e inconsciamente. per l’informatico elencare la lista ingredienti di una piadina è identico allo spiegare l’algoritmo di Shannon

se un non informatico esprime un qualunque giudizio o una qualunque opinione su qualunque cosa sia prossima all’ambito informatico in maniera dedicibile

L’albero unione T^\infty è chiuso se e solo se c’è un numero naturale n tale che l’albero Tn della successione è chiuso.

(come internet, la posta elettronica, il pc, il mac, le casse Logitech del pc/mac, l’iPhone, facebook, la chat, il protocollo TCP/IP e qualunque altra cosa abbia corrente e bit alla sua base) e lo fa in presenza di un informatico, al 75% l’informatico dirà la sua. le percentuali di arroganza nella risposta variano da persona a persona. se parlerete con me, al 99% vi offenderò, ma con molto stile.

L’informatico e l’approccio ad un altro informatico

sarò sincero, se l’argomento è di carattere informatico, praticamente per quelli che sono intono è come guardare un’intera serie di beautiful sul maxischermo del cinema, circondati da anziane signore che spettegolano e fanno commenti, stando seduti sulle uniche sedie con braccioli rotti e poggia testa scricchiolanti.

lasciati a piede libero, due informatici si trasformano in geek (secchioni, relativamente al singolo argomento trattato) e succesivamente in nerd (esperti maniaci dell’argomento trattato e i gli argomenti con fattore prossimità 0-1)

Il non informatico e l’informatica

Il non informatico tende a considerare il suo blog su myspace il top dell’informatica. è inconsciamente convinto che, con il widget giusto da aggiungere e un numero di “amici” collegati al suo profilo sufficiente a riempire uno stadio durante un derby di calcio, potrebbe scatenare la terza guerra mondiale mentre ascolta britney spears tramite l’ennessimo player e forma di iPod che ha installato sulla sua pagina semplicemente cliccando “invia questo” sul suddetto widget e selezionando tutti i suoi “amici” come destinatari.

il problema vero però nasce quando il suddetto soggetto legge anche riviste davvero mooooooolto specializzate come Game For Spastic People But Also Online Magazine o Bimbo Minchia 2.0 o consulta di tanto in tanto blog molto autorevoli come tispiegoiocomesimettonoileddentroalcasedelcomputer.blogspot.com o mammachefigatalapatchperhalo3cheèappenauscita.live.com. se questo succede assisterete a discussioni molto interessanti semplicemente standovene seduti ad un bar.

Esempio di conversazione da bar fatta da un non informatico alla sua tavolata (di non informatici)

Legenda: N.I. = non informatico, A.N.I. = amici non informatico A.N.O.: amico non informatico meno scemo perchè controbatte

N.I.: Guarda: io sono del settore informatico, ora ti spiego come stanno le cose
A.N.I.: dai spiega, siamo qui apposta, non per bere birra, ma per ascoltare te e le tue cazzate
N.I.: Facebook, MySpace, Youtube: sono tutti falsi! non esistono! in realtà, fidati, 3/4 dei profili è creato dalle MULTINAZIONALI
A.N.I.: ma ddddddaaaiiii!!!
N.I.: sìsì, lo so per certo. e tra poco saranno TUTTI a pagamento, è sicuro come l’oro, ci scometto che tra 2 mesi massimo saranno a pagamento.
A.N.O.: e perchè dovrebbero? mi sembra che come nuovi media stiano funzionando bene e se la cavino già con gli introiti pubblicitari.
N.I.: no, ma che capisci tu, non è sostenibile. insomma guarda INTERNET com’è nata. uno l’ha inventata e poi, appena ha avuto successo, ha iniziato a far pagare il CANONE per collegarsi
A.N.I: ooooooh
N.I. sìsì, è così.
A.N.O.: …..

sentita questa frase ne sono seguite altre tra cui “skype è un sistema militare per controllare chi sei” e “Google è solo una montatura” oppure “credi che l’open source sia gratuito ma in realtà non lo è, in un modo o nell’altro lo paghi, guarda ad esempio MSN, è gratuito e aperto ma devi pagare windows per utilizzarlo”

potevo resistere, lo so, e ce la stavo facendo finchè non ho sentito questa:

BETA è un marchio registrato da Google, vuol dire “Best Engine…qualcosa” ora non ricordo bene. Comunque è un acronimo che usano loro per dire che quel servizio è cool, di tendenza e così ti fottono e ti fanno iscrivere a tutto. Ora lo usano tutti quel marchio perchè Google l’ha rilasciato gratuitamente come fa con tutti i suoi prodotti, ma così non fa altro che procurarsi altra pubblicità gratuita

a quel punto ho pagato più in fretta che potevo e sono uscito dal bar.

Regola aurea di discussione degli argomenti inerenti l’informatica

se vuoi parlare di Facebook e di come ti diverti, delle cospirazioni che credi esistano, delle logiche di mercato che credi di aver intuito, ecc.ecc dì pure quello che ti pare, quando ti pare e come ti pare. se vuoi parlare di computer, di teoria dell’informazione e di come funziona il mondo che chiami internet allora presta attenzione: hai molte, moltissime possibilità che intorno a te ci siano persone che di quel preciso argomento ne sanno più di te e che rideranno alle tue spalle. presta ancor più attenzione poichè queste persone non sono riconoscibili e non si identificano come INFORMATICI, sono magari ingegneri, avvocati, architetti, operai, massaie o cacciatori calvi di picchi dell’emisfero australe che semplicemente hanno interesse per quello specifico argomento di cui parli o hanno letto un articolo tecnico sul blog di Repubblica e non si sono montati la testa credendosi esperti.

Dì sempre “Secondo me ” all’inizio di ogni frase e accetta il fatto che le persone che non fanno il tuo mestiere non per forza non capiscono un cazzo di quel che dici e penderanno dalla tue labbra.

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